Nel pieno di una delle settimane più calde del mercato dirigenziale italiano, il Napoli ha scelto la linea dura. A raccontarlo è Fabrizio Romano, giornalista ed esperto di trattative internazionali, che attraverso il proprio canale YouTube ha ricostruito i contorni di un caso che ha tenuto banco tra Castel Volturno e Trigoria: il futuro del direttore sportivo Giovanni Manna.

Secondo quanto riferito da Romano, nonostante il pressing serrato della Roma e il coinvolgimento diretto della famiglia Friedkin, il club azzurro ha deciso di blindare il proprio dirigente. Un vero e proprio muro, definito “altissimo”, eretto per impedire qualsiasi margine di trattativa.

La Roma, racconta Romano, ha tentato un’operazione diplomatica a tutto campo: contatti diretti, tentativi di mediazione, disponibilità a trovare una formula gradita al presidente Aurelio De Laurentiis. Un corteggiamento durato oltre una settimana, con l’obiettivo di convincere il Napoli a liberare Manna.

Ma la risposta è stata netta: nessuna apertura.

Romano sottolinea come la scelta di De Laurentiis non sia legata a questioni economiche. Non si tratta di una disputa su eventuali compensazioni da 4, 5 o 8 milioni. Il punto è un altro: la centralità di Manna nel progetto tecnico.

Il Napoli arriva da una stagione che ha portato in bacheca la Supercoppa Italiana, ma il prossimo anno rappresenta molto di più. È l’anno del centenario, un passaggio simbolico e strategico per il club. E in un momento in cui resta da chiarire il futuro di Antonio Conte, perdere il proprio direttore sportivo sarebbe considerato un rischio troppo grande.

Per De Laurentiis, spiega Romano, Manna è una garanzia di continuità e stabilità, indipendentemente da ciò che accadrà in panchina.

La decisione, già emersa nei giorni precedenti, ora assume i contorni della definitività. Il Napoli ha chiuso la porta, senza spiragli. Manna resta, e la Roma dovrà guardare altrove.

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