Il Napoli di Massimiliano Allegri inaugura la nuova stagione con una sconfitta che fa rumore più per il risultato che per le indicazioni tecniche.
Alla SKI.IT Arena di Carciato, dopo sei giorni di lavoro intenso nel ritiro di Dimaro-Folgarida, gli azzurri cedono 3-1 all’Arezzo, squadra più pronta e cinica nei momenti chiave del match.
La prima frazione racconta un Napoli vivace, propositivo, capace di costruire trame pulite e di occupare bene il campo. Allegri chiede ritmo e verticalità, e la squadra risponde. Ma al primo vero affondo l’Arezzo passa: all’11’ Cerri anticipa tutti e batte Meret con un colpo di testa che indirizza la gara.
Gli azzurri provano a rimettere in equilibrio il punteggio: Hojlund si muove bene tra le linee, Rrahmani sfiora il bersaglio su palla inattiva, Gutierrez e Alisson Santos creano densità offensiva. Manca però la zampata decisiva, e il primo tempo si chiude con il Napoli sotto di un gol.
La ripresa si apre con una girandola di cambi: Allegri vuole testare tutti, mescolare le carte, osservare risposte individuali. Ma è ancora l’Arezzo a colpire. Gilli trova il raddoppio sugli sviluppi di un corner, sfruttando una distrazione difensiva che il tecnico non avrà gradito.
Il Napoli però non molla. Al 60’ Politano riapre la partita: Serban respinge il rigore di Vergara, ma l’esterno azzurro è il più rapido sulla ribattuta e firma il 2-1. Da lì in avanti, gli azzurri spingono con decisione. Vergara si divora il pareggio a tu per tu con il portiere, mentre Lucca colpisce un palo che grida vendetta.
Nel finale arriva l’episodio che spegne definitivamente le speranze di rimonta: Obaretin sbaglia il controllo in uscita, Mawuli ringrazia e infila il 3-1 che chiude la contesa. A completare una serata complicata, anche il problema fisico di Lucca, costretto a lasciare il campo per far posto a Pereyra.
Nonostante il risultato, il Napoli esce dal test con alcuni segnali incoraggianti: buona intensità, idee chiare nella costruzione, personalità dei nuovi innesti. Ma anche difetti evidenti: fragilità sulle palle inattive, qualche amnesia difensiva e una condizione fisica ancora lontana dal livello ideale.
