Un’altra serata complicata, un’altra partita in cui il gol sembra un miraggio. La squadra si è trovata nuovamente a fare i conti con un copione già visto: dominio territoriale, iniziative costruite con pazienza, ma poca incisività negli ultimi metri. Una difficoltà che, nelle ultime settimane, è emersa con sempre maggiore evidenza soprattutto contro avversari chiusi e organizzati.
Il tecnico, nel post‑gara, ha riconosciuto come l’avvio sia stato insufficiente sul piano della velocità e della qualità del gioco. Solo nella ripresa la squadra è riuscita a dare continuità alle proprie azioni offensive, aumentando la presenza in area e provando a forzare il risultato. Tentativi che, però, non hanno prodotto il gol tanto atteso.
Tra i temi della serata anche il breve spezzone di gara di David Neres, rientrato dopo l’infortunio rimediato contro la Lazio. Lo staff aveva valutato la possibilità di concedergli qualche minuto, e il giocatore aveva dato disponibilità. Tuttavia, le sollecitazioni ad alta intensità hanno riacceso il dolore alla caviglia, costringendo l’allenatore a sostituirlo rapidamente. Nessuna scelta tecnica, solo una precauzione fisica per evitare ricadute più serie.
Il problema principale, però, resta la condizione generale della rosa. Da mesi il gruppo affronta un calendario fitto con gli stessi interpreti, senza reali possibilità di rotazione. Una situazione che inevitabilmente incide sulla lucidità nelle scelte, sulla brillantezza nell’uno contro uno e sulla precisione sotto porta.
Il tecnico ha sottolineato come i giocatori stiano dando tutto ciò che hanno, pur con energie ridotte. Anche elementi chiave come McTominay, sempre in campo e mai realmente risparmiato, possono incappare in momenti di scarsa freddezza nelle conclusioni. Non si tratta di alibi, ha ribadito l’allenatore, ma della consapevolezza che questa sarà una stagione complessa, da affrontare con realismo e spirito di sacrificio.
Tra le domande più ricorrenti, quella sull’utilizzo dei due centravanti. L’allenatore ha spiegato che l’idea non era praticabile dall’inizio, perché il sistema di gioco prevede un ruolo fondamentale per Neres, la cui presenza garantisce equilibrio e imprevedibilità. Solo nel finale, con l’avanzamento di McTominay e l’arretramento di Elmas, la squadra ha effettivamente giocato con due punte, aumentando il peso offensivo ma senza trovare la zampata decisiva.
