Antonio Conte si presenta davanti ai microfoni con il tono di chi ha attraversato una stagione complicata, ma ne è uscito con la lucidità di sempre. La qualificazione in Champions è aritmetica, il secondo posto è a un passo, ma il tecnico non si nasconde dietro ai risultati: rivendica il lavoro fatto, difende il gruppo e apre — senza spalancarla — la porta sul futuro.

Mister, oggi è arrivata la qualificazione aritmetica alla Champions. Che valore ha questo traguardo?

Conte: «Un valore enorme. Dal primo giorno a Dimaro avevo detto che sarebbe stata un’annata complessa, e non era una frase fatta. La rosa era corta, sono arrivati tanti giocatori nuovi e poi abbiamo dovuto affrontare una quantità di infortuni che nessuno poteva prevedere. Non parlo di fastidi muscolari, ma di stop da quattro o cinque mesi. Nonostante tutto, siamo rimasti in alto e ci siamo presi la Champions. Non era affatto scontato.»

Ha parlato spesso del gruppo. Oggi vuole ribadire qualcosa?

Conte: «Sì. Devo fare i complimenti a chi è rimasto in piedi per tutta la stagione e ha tirato la carretta. Senza di loro non avremmo retto. E voglio ringraziare le curve: hanno capito il momento, ci sono stati vicini anche quando era più facile criticare. A volte chi paga il biglietto vede le cose meglio di tanti altri.»

C’è chi ha definito la stagione del Napoli un disastro. Come risponde?

Conte: «Che si può sempre crescere, anche dalle situazioni più difficili. Abbiamo vinto una Supercoppa contro Bologna, Inter e Milan, siamo secondi e siamo in Champions. Abbiamo avuto rammarichi, certo, come la gara di Copenaghen, ma il percorso del biennio resta importante. Siamo vivi, competitivi e consapevoli delle difficoltà che ci sono nel vincere a Napoli, difficoltà che non sono paragonabili ad altri contesti.»

Il tema più atteso: il suo futuro. Cosa può dire oggi?

Conte: «Il presidente conosce il mio pensiero da tempo, non da oggi. Ho già comunicato le mie intenzioni un mese fa. Il club sta lavorando per il futuro, e lo sta facendo seriamente. Dopo l’ultima partita ci siederemo con la proprietà e diremo cosa è stato deciso. Ma ora non posso anticipare nulla: sarebbe una mancanza di rispetto verso il presidente e verso la nostra amicizia.»

Quindi tutto rimandato a dopo Udinese?

Conte: «Esatto. Adesso c’è una gara da preparare. Poi parlerà il presidente.»

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