Il Napoli arriva a Verona con l’urgenza di rialzarsi, il Verona ci arriva con l’angoscia di chi non ha più margini d’errore. L’anticipo del sabato al Bentegodi mette di fronte due squadre lontanissime per ambizioni, ma paradossalmente accomunate da un bisogno assoluto: vincere per restare aggrappate ai propri obiettivi, che siano la Champions o una salvezza ormai ridotta a un lumicino.

La sconfitta contro l’Atalanta ha lasciato scorie pesanti nell’ambiente azzurro. Il distacco dall’Inter capolista è diventato siderale, e ora il vero fronte caldo è la corsa Champions, con le inseguitrici che hanno ridotto il margine e fiutano il sorpasso.

Antonio Conte, che non ha mai nascosto la sua insofferenza per i cali di tensione, pretende una risposta immediata: ritmo, aggressività, e soprattutto una mentalità da squadra che non può permettersi altri passi falsi.

Sul piano delle scelte, il tecnico valuta qualche ritocco: Difesa confermata in blocco, con la linea a tre che resta il perno del sistema.Centrocampo affidato ai soliti titolari, ma con la possibilità di inserire freschezza sulle mezzali. Attacco ancora una volta sulle spalle del riferimento centrale, con Politano e Kvaratskhelia favoriti per completare il tridente.

La classifica è impietosa: ultimo posto condiviso con il Pisa, nove punti da recuperare sulla zona salvezza. Numeri che raccontano una stagione complicata, segnata da limiti strutturali e da una continuità mai trovata. Sammarco, subentrato per provare a dare una scossa, sa che il margine è quasi azzerato: contro il Napoli serve una partita perfetta, altrimenti il destino rischia di essere segnato già a febbraio.

Le scelte del tecnico scaligero dovrebbero andare verso un undici più prudente, ma non rinunciatario:

Difesa a quattro per proteggere l’area e limitare gli uno contro uno degli esterni azzurri. Centrocampo folto, con un mediano di rottura e due mezzali dinamiche. Attacco affidato alla fisicità del centravanti e alle ripartenze degli esterni, unica vera arma per provare a colpire.

Il contesto emotivo è quello delle grandi occasioni, anche se la classifica racconta altro. Per il Verona è una sorta di ultima spiaggia: perdere significherebbe scivolare verso una retrocessione quasi matematica. Per il Napoli è un test di maturità: vincere per non complicarsi ulteriormente una stagione già tormentata.

Il Bentegodi si prepara a una sfida tesa, nervosa, dove ogni dettaglio può cambiare la storia della partita e forse anche quella delle due squadre.

Il Verona arriva all’anticipo del Bentegodi con una lista di assenze che somiglia più a un bollettino medico che a un report pre‑partita. Il Napoli ci arriva con qualche dubbio, ma con la necessità di consolidare un’identità tecnica che Conte considera ancora fragile. Le scelte dei due allenatori, inevitabilmente condizionate dagli indisponibili, diventano così uno dei temi centrali della vigilia.

La situazione in casa gialloblù è complicata. Sammarco perde pezzi e deve reinventare l’undici titolare.

  • Orban non sarà della partita: l’attaccante deve scontare l’ultimo turno di squalifica. Al suo posto si apre il ballottaggio tra Sarr e Mosquera, con il primo leggermente favorito per caratteristiche più adatte a un match di sacrificio.
  • Al-Musrati è fuori per squalifica, privando il centrocampo di uno dei pochi punti fermi.
  • Serdar ha riportato la rottura del crociato: stagione finita e un vuoto difficile da colmare.
  • In mezzo a tante cattive notizie, arrivano due recuperi pesanti: Gagliardini e Valentini tornano a disposizione e dovrebbero essere impiegati dal primo minuto per dare struttura e centimetri.

Il Verona, già in difficoltà tecnica, si presenta quindi con un undici obbligato e con pochissime alternative in panchina. L’idea è quella di una squadra compatta, pronta a chiudere gli spazi e ripartire con aggressività.

Sul fronte azzurro, la situazione è meno drammatica ma comunque delicata.

  • Scott McTominay resta in dubbio: Conte spera di riaverlo, ma lo staff medico non ha ancora sciolto le riserve.
  • Anguissa, pur essendo tornato ad allenarsi con il gruppo, non verrà convocato: il tecnico non vuole rischiare ricadute.
  • Sulla fascia destra torna dal primo minuto Politano, chiamato a garantire qualità e continuità su tutta la corsia.
  • A sinistra spazio a Spinazzola, con Mazzocchi e Gutierrez destinati alla panchina.
  • In mediana si accende il duello tra Gilmour e Elmas: lo scozzese scalpita e potrebbe essere la sorpresa dell’ultimo momento, mentre Alisson Santos sembra comunque avviato verso la conferma.

Conte vuole una squadra corta, intensa, capace di dominare il ritmo. Le scelte sugli esterni e in mezzo al campo vanno proprio in questa direzione: freschezza, gamba e capacità di ribaltare l’azione.

Le probabili formazioni:

VERONA (3-5-2): Montipò; Bella-Kotchap, Nelsson, Edmundsson; Bradaric, Niasse, Akpa-Akpro, Harroui, Frese; Bowie, Sarr. All. Sammarco

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Buongiorno, Juan Jesus; Politano, Elmas, Lobotka, Spinazzola; Vergara, Alisson Santos; Hojlund. All. Conte

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