Mister Conte, vittoria importante ma sofferta. Cosa le lascia questa partita?

CONTE: «Mi lascia una certezza: dobbiamo essere più cinici. Sullo 0-1 non sei mai tranquillo, mai. Basta un rimbalzo, un corner, una mischia e butti via due punti. Andare sul 2-0 avrebbe cambiato tutto, invece ci siamo complicati la vita. Però devo dire che siamo stati bravi a restare compatti fino alla fine. E sono molto soddisfatto del percorso che stiamo facendo: in sette mesi, con tutte le emergenze che abbiamo avuto, restare stabilmente nelle prime posizioni è stato qualcosa di straordinario.»

Negli ultimi tempi ha recuperato diversi giocatori. Quanto cambia per lei?

CONTE: «Cambia tutto. Avere di nuovo la rosa quasi al completo mi permette di gestire le energie, di cambiare durante la partita, di inserire qualità e freschezza. È chiaro che alcuni non sono ancora al top, ma averli disponibili è già un enorme passo avanti. Per mesi abbiamo fatto miracoli con gli uomini contati.»

Oggi si è rivisto il doppio play con McTominay e De Bruyne. È un meccanismo ancora da perfezionare?

CONTE: «Guardi, il doppio play non è una novità. Da quando abbiamo cambiato sistema, il quadrilatero di centrocampo è una costante. Cambiano gli interpreti: Lobotka con Anguissa, McTominay con Gilmour, Elmas con Lobotka… ma il principio resta lo stesso. È chiaro che con due play puri perdi un po’ di fisicità, perché senza McTominay, Anguissa o Elmas in mezzo qualcosa la lasci. In compenso guadagni qualità nel palleggio. È un equilibrio che stiamo oliando da novembre, e continueremo a farlo perché questo sistema crea problemi agli avversari.»

Quanto pesa tornare a non subire gol?

CONTE: «Pesa eccome. Prima di tutto sono contento per la vittoria, la quarta di fila, e arriva prima della sosta. L’ultima pausa l’abbiamo passata arrabbiati dopo Bologna, stavolta ce la godiamo. E poi sì, finalmente un clean sheet: non abbiamo concesso nemmeno un tiro in porta, e questo è un segnale importante. Però davanti dobbiamo essere più cattivi, più qualitativi. Creiamo, ma non concretizziamo abbastanza. E questo, a certi livelli, non te lo puoi permettere.»

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