La Juventus vince 3-0 contro un Napoli irriconoscibile, rimaneggiato e che reclama sull’ 1 a 0 un rigore sacrosanto non dato dalla terna arbitrale e non visto dal Var.

Dopo il Napoli si sfalda psicologicamente e con calciatori contati, la Juve dilaga dai gol di David, Yildiz e Kostic. Il talento turco illumina la serata e chiude la partita nella ripresa, mentre il canadese aveva aperto le marcature nel primo tempo. Nel finale arriva anche il sigillo del serbo, che certifica il dominio bianconero. Per gli azzurri, stanchi e poco incisivi, l’unica occasione degna di nota è un errore clamoroso di Lukaku appena entrato.

Il successo rilancia la Juve al quarto posto — in attesa del risultato di Roma-Milan — e complica ulteriormente il cammino del Napoli, ora distante nove punti dall’Inter capolista. Un margine che, unito al rendimento recente (solo tre vittorie nelle ultime sette), sembra chiudere la porta a qualsiasi sogno di rimonta. La lotta per la Champions si fa invece sempre più affollata: Napoli 43 punti, Roma e Juve 42, Como 40. Una volata a quattro per due posti, con gli uomini di Conte che appaiono i meno brillanti del gruppo, anche a causa delle numerose assenze.

Nonostante gli impegni europei, Spalletti e Conte confermano in blocco le formazioni delle ultime uscite. L’allenatore bianconero riparte dall’undici che ha ribaltato il Benfica, con McKennie mezzala d’inserimento e Conceiçao largo a destra. Conte cambia solo in porta: Meret torna titolare dopo quattro mesi, complice il problema muscolare accusato da Milinkovic-Savic alla vigilia.

Il Napoli prova a impostare la gara con un possesso ragionato, cercando di rallentare la Juve e limitarne le transizioni. Ma l’idea resta sulla carta: la manovra azzurra è prevedibile, si sviluppa quasi esclusivamente a sinistra e fatica a trovare sbocchi.

Quando i bianconeri alzano la pressione, il Napoli va in difficoltà. In venti minuti arrivano tre occasioni nitide: Conceiçao spreca da buona posizione, McKennie sfiora il palo di testa e Thuram colpisce il legno su assist di un ispiratissimo Yildiz.

Il gol arriva al 22’: David prima manca l’appuntamento con un cross perfetto del turco, poi si riscatta immediatamente vincendo un duello fisico con Spinazzola e battendo Meret sull’assist morbido di Locatelli. Il Napoli accusa il colpo e rischia il tracollo: Buongiorno salva sulla linea un diagonale di Conceiçao, ancora imbeccato da Yildiz.

Thuram domina fisicamente il centrocampo e spacca in due la squadra di Conte, che protesta per due episodi dubbi in area bianconera, senza però ottenere nulla.

Al rientro dagli spogliatoi gli azzurri provano a reagire, ma senza creare veri pericoli. Bremer annulla Hojlund, Elmas non trova mai la posizione e McTominay resta ai margini del gioco. Di Gregorio vive una serata di assoluta tranquillità.

Spalletti corre ai ripari e passa al 4-4-2 inserendo Kostic e Cabal: la mossa spezza il ritmo del Napoli e restituisce equilibrio alla Juve. Conte tenta di cambiare l’inerzia con Giovane e Beukema, ma la squadra è ormai scarica.

Nel finale la Juve dilaga. Al 77’ Juan Jesus sbaglia un controllo sanguinoso e regala a Miretti un pallone che diventa l’assist per il 2-0 di Yildiz. Nove minuti più tardi Kostic, schierato a destra, trova il tris con un sinistro preciso da fuori area che sorprende Meret.

Lo Stadium esplode, la Juve si gode una vittoria netta e ritrova entusiasmo. Per Conte, bersagliato dai cori dei suoi ex tifosi, la serata è amara: la qualificazione Champions, oggi, sembra una montagna ripida quasi quanto la corsa scudetto dello scorso anno.

Potrebbe interessarti anche:

Altre dell'autore