Dopo l’ennesima sconfitta in campionato del Napoli contro l’Udinese in trasferta, il rendimento del Napoli evidenzia un contrasto netto tra le gare giocate al Maradona e quelle lontano da casa.

I dati mostrano una frattura evidente:

  • Media punti: da 2,5 in casa a 1,1 in trasferta.
  • Gol subiti: da 0,7 a 1,5.
  • Tiri concessi: quasi raddoppiati fuori casa.

La squadra di Conte, costretta a schierare quasi sempre gli stessi uomini per via delle assenze, fatica a mantenere la stessa intensità lontano da Napoli.

La distanza media dei tiri concessi scende a 15 metri. L’expected goals per tiro raddoppia (da 0,06 a 0,11). La distribuzione delle occasioni subite cambia radicalmente:In casa: 85% in azioni manovrate, 5% in contropiede, 10% su piazzato.Fuori: 58% in open play, 20% in contropiede, 22% su calcio da fermo.

Il problema non è solo tattico, ma anche fisico. Alcuni calciatori hanno giocato praticamente sempre:

100% dei minuti per Milinkovic-Savic, Di Lorenzo e McTominay.Tra l’80% e il 100% per Rrahmani, Neres, Buongiorno, Beukema e Lang.

Dietro di loro, un crollo: Olivera ed Elmas al 57%, Lobotka al 55% (condizionato da un infortunio), Spinazzola e Politano al 27%, Mazzocchi appena al 3%, Vergara al 2,6%.  Conte avrebbe potuto osare qualche rotazione in più, magari con Politano? O la differenza di livello tra titolari e riserve è troppo marcata? In ogni caso, il Napoli paga a caro prezzo le assenze a centrocampo e la mancanza di alternative reali.

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