Massimiliano Allegri ha iniziato a tracciare la mappa del nuovo Napoli partendo da un punto fermo: Kevin De Bruyne. Nel progetto che il tecnico livornese sta costruendo, il belga non è soltanto un leader tecnico, ma l’architrave emotiva e tattica di una squadra che vuole tornare a dettare il ritmo in Italia e in Europa.

Allegri lo ha sempre detto: i campioni veri non appartengono ai moduli, li superano. Lo pensava di Modric, lo pensa oggi di De Bruyne. Nonostante una stagione segnata da quattro mesi e mezzo di stop, il belga resta un patrimonio calcistico unico: visione, pulizia tecnica, capacità di interpretare ogni zona del campo con una naturalezza che pochi al mondo possiedono.

Nel Napoli che verrà, De Bruyne sarà il centro di gravità permanente. Che si giochi con un centrocampo a tre, con un rombo o con soluzioni ibride, la sua presenza è considerata imprescindibile. Lo riporta La Gazzetta dello Sport, sottolineando come Allegri abbia già individuato nel belga il perno attorno al quale costruire ritmo, qualità e leadership.

Non solo campo. De Bruyne porta con sé anche un tema gestionale. Le recenti dichiarazioni sue e di Romelu Lukaku hanno lasciato qualche scia, e De Laurentiis non ha mancato di farlo presente al nuovo allenatore. Il presidente è stato chiaro: chi non si sentirà dentro il progetto potrà partire, senza drammi.

Allegri, però, vuole evitare equivoci. Un confronto diretto con De Bruyne è già programmato: servirà a riallineare aspettative, ruoli e responsabilità. Prima di parlare di schemi, il tecnico vuole ricostruire un clima di totale sintonia.

Una volta archiviate le questioni personali, il campo tornerà a parlare. E lì De Bruyne sarà il riferimento assoluto. Attorno a lui Allegri immagina un reparto dinamico, completo, con diverse soluzioni:

Lobotka o Gilmour per la regia, a seconda delle esigenze di ritmo e costruzione. McTominay come mezzala fisica, inserimenti e copertura.

Vergara come jolly da inserire a gara in corso. Anguissa resta un’incognita: il rinnovo è fermo e l’addio non è più un tabù.

Qualunque sarà la composizione finale, una certezza rimane: il cuore del sistema avrà un nome solo: Kevin De Bruyne.

Prima del nuovo Napoli, però, ci sarà un passaggio decisivo: il Mondiale. Sarà il banco di prova per misurare la condizione del belga e capire quanto potrà incidere fin da subito nella stagione 2025-26. Allegri osserva, studia e aspetta: il suo Napoli nascerà dalle giocate del numero 17.

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