Il Napoli che si affaccia alla prossima stagione prende forma partendo da tre decisioni pesanti. Non si tratta di nuovi acquisti, ma di tre riscatti che, nelle intenzioni del club, rappresentano le fondamenta del progetto tecnico che Antonio Conte vuole consolidare. Alisson Santos, Rasmus Hojlund ed Eljif Elmas: tre storie diverse, tre operazioni nate in contesti differenti, ma un’unica direzione. Il Napoli vuole tenerli tutti, e non solo per obblighi contrattuali.
Il primo nome è quello che ha acceso più discussioni negli ultimi mesi. Alisson Santos, arrivato a gennaio dallo Sporting Lisbona, era stato accolto con più dubbi che entusiasmo. Il prestito oneroso da 3,5 milioni e il diritto di riscatto fissato a 16,5 milioni sembravano un azzardo in un mercato in cui il Napoli non poteva permettersi passi falsi.
Oggi, quelle perplessità sono evaporate. Il brasiliano ha portato qualità, coraggio e una continuità sorprendente, diventando rapidamente un punto fermo nelle rotazioni di Conte. In un mercato in cui cifre simili vengono richieste per profili ben meno brillanti, i 16,5 milioni del riscatto appaiono quasi un affare. La decisione non è ancora stata formalizzata, ma la strada è tracciata: Alisson sarà azzurro a titolo definitivo.
Il dossier più corposo riguarda Rasmus Hojlund. Il Napoli lo ha prelevato dal Manchester United con una formula complessa: 6 milioni per il prestito oneroso, 44 milioni di obbligo di riscatto in caso di qualificazione alla Champions League. Una clausola che inizialmente aveva fatto storcere il naso a De Laurentiis, poco incline a vincoli così rigidi.
Poi è arrivata l’emergenza in attacco, il mancato arrivo di Lukaku e la necessità di dare a Conte un centravanti vero. Il danese ha risposto con prestazioni in crescita, un impatto fisico devastante e una partecipazione al gioco che ha convinto tutti. Al di là dell’obbligo, Hojlund ha trovato a Napoli un ambiente ideale: si sente centrale, valorizzato, parte di un progetto che lo mette al centro. Anche senza Champions, il club avrebbe comunque scelto di trattenerlo.
La storia più romantica è quella di Eljif Elmas. Tornato in estate dopo l’esperienza al Lipsia e il passaggio al Torino, il macedone ha ritrovato Napoli come se non se ne fosse mai andato. Il prestito oneroso da circa 2 milioni e il diritto di riscatto fissato a 17 milioni sembravano una semplice opportunità di mercato. Invece, si è trasformato in un nuovo capitolo della sua storia azzurra.
Conte lo ha adottato immediatamente, elogiandone spirito, duttilità e capacità di interpretare più ruoli con la stessa intensità. Il soprannome “Sant’Elmas”, nato dopo la gara contro il Torino, è diventato quasi un marchio di fabbrica. Il Napoli vuole riscattarlo, anche se proverà a trattare con il Lipsia per limare la cifra. Ma la volontà del giocatore e del tecnico è chiara: Elmas deve restare.
Tre operazioni diverse per peso economico e significato tecnico, ma tutte convergono verso un punto: il Napoli del 2026 vuole continuità, identità e un gruppo costruito su profili che Conte considera imprescindibili. Non è ancora il mercato degli acquisti, ma è già il mercato delle certezze.
