Alla domanda sull’episodio che ha coinvolto Hojlund, l’allenatore prova a frenare le polemiche, pur lasciando trasparire un certo malessere. “Continuare a discutere di arbitri è diventato stucchevole”, premette, prima di affondare il colpo. Secondo lui, così come gli allenatori hanno il dovere di far crescere i propri giocatori, anche il designatore Rocchi dovrebbe pretendere un salto di qualità da arbitri e VAR, protagonisti di una stagione segnata da proteste diffuse. “Si lamentano tutti, chi più chi meno. Speriamo che in futuro ci sia più coraggio e meno dipendenza da decisioni esterne”.

“Undici rigori contro: un dato che pesa”

Il tecnico non nasconde la sorpresa per l’ennesimo penalty concesso agli avversari: è l’undicesimo della stagione, un’enormità rispetto all’anno scorso. “Alcuni sono netti, come quello di oggi. Altri molto discutibili. Ma undici restano undici”. La statistica stride con un altro dato: la sua squadra è tra quelle che subiscono meno tiri in porta. “Dobbiamo stare più attenti con le braccia, evitare situazioni che ci penalizzano”.

Infortuni, emergenza continua e un obiettivo sfumato

Il rammarico più grande riguarda l’impossibilità di competere ad armi pari. L’allenatore racconta una stagione vissuta in apnea, con una rosa falcidiata dagli infortuni e giocatori chiave mai davvero recuperati. “Romelu non è a posto, non è il vero Lukaku”, ammette.

Nonostante tutto, rivendica l’orgoglio di un gruppo che non ha mai mollato: “Siamo sempre lì a giocarci le partite, contro tutto e contro tutti”. Ricorda che il Como, avversario di giornata, è arrivato con la rosa al completo e dieci giorni di riposo, mentre la sua squadra era reduce da un’altra gara e da nuovi stop fisici. “La partita si è decisa ai rigori. Se fossimo passati noi, sarebbe stato meritato”.

Il mercato di gennaio, limitato al solo parametro zero, ha portato due volti nuovi, Giovane e Alisson, subito gettati nella mischia. “La società ha fatto le sue scelte, io cerco di valorizzare ciò che ho. Ma siamo in 16, non cambia molto avere una sola partita a settimana”.

“A fine stagione tireremo le somme, ma non dimenticate i titoli”

Il tecnico invita a non perdere la memoria recente: “In due anni abbiamo vinto scudetto e Supercoppa. Non so quante squadre possano dirlo”. L’obiettivo ora è chiudere al meglio il campionato e capire quale competizione europea sarà alla portata. “A fine anno ci siederemo e valuteremo tutto”.

Le note positive: “Senza questa mentalità sarebbe un disastro”

Nonostante l’eliminazione e le difficoltà, l’allenatore vede spiragli incoraggianti. Esalta la prova di Vergara e la tenuta atletica nella ripresa, ma soprattutto la mentalità del gruppo. “Se questi ragazzi non avessero questa tigna, questa voglia di difendere lo scudetto e questo senso di appartenenza, sarebbe stata un’annata disastrosa”.

Ricorda ancora una volta il valore dell’avversario e le condizioni proibitive in cui la squadra ha giocato. “Abbiamo perso altri giocatori importanti e nessuno se n’è accorto. Sono entrati due ragazzi nuovi, alla prima presenza. Eppure abbiamo lottato”.

 

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