C’è un dato che colpisce più di tutti: si cambia anno, si cambia avversario, ma il Napoli no. Il Napoli resta quello visto a Cremona, una squadra che fuori casa ha ritrovato convinzione, ritmo e – soprattutto – risultati. All’Olimpico gli azzurri sbancano con un 2-0 netto, costruito in un primo tempo di qualità e coraggio, e difeso nella ripresa con ordine e maturità. Una vittoria che pesa, non solo per la classifica, ma per il messaggio che manda al campionato: la banda Conte è viva, determinata e in crescita.

La gara si decide nei primi 45 minuti, quando il Napoli gioca un calcio brillante, verticale, aggressivo. Spinazzola e Rrahmani firmano i due gol che indirizzano la gara, ma il vero protagonista è Politano: due assist, una serie infinita di duelli vinti contro Pellegrini e la sensazione costante di essere l’uomo più pericoloso in campo.

È un Napoli che attacca con fluidità, soprattutto a destra, dove Neres semina il panico finché la caviglia non lo tradisce. L’uscita del brasiliano è l’unica nota stonata della giornata, un campanello d’allarme che Conte spera di spegnere presto.

Gli azzurri sfiorano anche il tris con Elmas, che colpisce una traversa clamorosa. Un legno che verrà “pareggiato” nel finale da Guendouzi, ma che fotografa bene la differenza di qualità tra le due squadre.

Se il Napoli brilla, la Lazio si spegne. La squadra di Sarri – perché di questo si tratta, nel bene e nel male – continua a inciampare negli stessi problemi: costruzione dal basso lenta e prevedibile, errori tecnici in zone delicate del campo, difficoltà nel creare occasioni pulite.

I biancocelesti, più che subire il Napoli, si auto-affondano. I pasticci in impostazione regalano metri e fiducia agli avversari, mentre davanti manca completamente una linea di gioco riconoscibile. La rincorsa all’Europa, già complicata, ora diventa quasi un’impresa.

E come se non bastasse, la Lazio chiude la gara con due espulsi: Noslin, ingenuo nel farsi ammonire due volte in pochi minuti, e Marusic, protagonista di un parapiglia che coinvolge anche Mazzocchi, espulso a sua volta. Un finale nervoso che racconta bene lo stato d’animo biancoceleste.

Il Napoli, in attesa di Inter-Bologna, risponde al Milan e guadagna terreno su Juventus e Roma. È una squadra che sembra aver ritrovato identità e fame, con Conte che sta riuscendo a dare ordine e intensità a un gruppo che aveva smarrito certezze.

La Lazio, invece, esce dall’Olimpico con più dubbi che risposte. La sconfitta è pesante non solo nel punteggio, ma nella sensazione di fragilità che trasmette. E contro la Fiorentina mancheranno due titolari, in un momento in cui ogni punto pesa come oro.

Il Napoli vince perché gioca meglio, corre di più e sbaglia meno. La Lazio perde perché non riesce a costruire, non riesce a reagire e si lascia travolgere dal nervosismo. Una fotografia chiara, quasi impietosa, di due squadre che oggi viaggiano su binari opposti. Alla prossima.

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