Il Napoli si prende la scena e lo fa con autorità. La vittoria nella Supercoppa, firmata da due successi netti (entrambi per 2-0), ha convinto anche Paolo Condò, editorialista del Corriere della Sera, che sulle colonne del quotidiano ha sottolineato la portata dell’impresa: “La squadra che ha dominato la Supercoppa vale assai più delle prime 24 d’Europa. Non è un caso che la fase più critica dell’emergenza infortuni si chiuda con un trofeo: il primo obiettivo stagionale, seppur il meno prestigioso, è stato centrato.”

La finale contro il Bologna non ha mai avuto un vero equilibrio. Già prima della prodezza di Neres, era chiaro che la velocità e la precisione degli azzurri avessero messo in crisi le geometrie coraggiose ma spesso rischiose degli emiliani. Il duello individuale ha visto il Napoli prevalere sistematicamente, lasciando al Bologna un’unica occasione: il colpo di testa di Ferguson, neutralizzato da Milinkovic-Savic.

Il confronto con il passato recente rende ancora più evidente la svolta. Poco più di un mese fa, infatti, il match tra le due squadre aveva avuto un esito opposto, con Antonio Conte che nel dopogara aveva parlato, con toni forti, di un “morto da non accompagnare”, esprimendo tutta la sua preoccupazione. Da allora, il cambio di passo è stato netto: Conte ha ridisegnato il Napoli, trovando in panchina non semplici alternative, ma veri interpreti di un calcio diverso, capace di riportare entusiasmo e risultati.

Potrebbe interessarti anche:

Altre dell'autore