Il tecnico Antonio Conte alla vigilia della gara delicata al ‘Maradona, parla di gara che ricorda il calciatore più forte di tutti i tempi.
Napoli, vigilia di Champions: tra il ricordo di Maradona e l’ostacolo Qarabag
Alla vigilia della sfida decisiva contro il Qarabag, l’allenatore del Napoli non nasconde il peso dell’appuntamento. «È l’anniversario della scomparsa di Maradona – ricorda – e sappiamo tutti cosa rappresenta per questa città. Sarebbe bello dedicargli una vittoria». L’avversario, sorprendente protagonista della Champions con 7 punti conquistati su campi difficili come Lisbona e Londra, viene descritto come una squadra “rivelazione”: tanti stranieri ben amalgamati, ritmo alto e qualità. «Servirà energia dall’inizio, perché loro ne metteranno tanta», avverte.
Emergenza infortuni e soluzioni obbligate
Il tema degli infortuni resta centrale. «Aggiungiamo anche Meret alla lista – sottolinea –. Ci sono aspetti che un allenatore può controllare, ma non chi avrà a disposizione. Da inizio stagione abbiamo dovuto fare di necessità virtù». La filosofia resta chiara: cercare soluzioni e non inseguire alibi, con la speranza di avere presto una rosa più ampia.
Dopo l’Atalanta, la sfida delle energie
La vittoria contro l’Atalanta ha lasciato il segno, soprattutto sul piano fisico. «È stata una gara intensa, ma ci portiamo dietro la positività della prestazione e del risultato. Domani sarà un altro step importante nel cammino europeo».
Condizioni dei giocatori
Su Hojlund e Rrahmani, usciti acciaccati, l’allenatore chiarisce: «Sono state scelte tecnico-tattiche. Amir arrivava da due partite pesanti in nazionale, Hojlund aveva dato tutto». Più incerta la situazione di Gilmour e Spinazzola: «Non sono infortuni muscolari, preferirei che fossero i medici a parlarne. I tempi di recupero non li conosco».
Coinvolgere tutti, la chiave
Il tecnico insiste sul concetto di gruppo: «Contro l’Atalanta abbiamo schierato cinque giocatori nuovi rispetto all’anno scorso, sei con Elmas dalla panchina. Devono essere coinvolti, anche perché le assenze ci obbligano a sfruttare queste occasioni per crescere».
Risposte da Neres e Lang
«Noa è arrivato quest’anno, Neres invece lo conosciamo bene: è stato decisivo in tante partite. Contro l’Atalanta hanno dato entrambi risposte importanti, ma ora bisogna confermare».
Difesa a tre, figlia dell’emergenza
Sul nuovo assetto tattico, l’allenatore è chiaro: «La difesa a tre nasce dall’emergenza, più che altro per avere un centrocampo a due e un’alternativa come Elmas. Non basta cambiare i numeri, bisogna lavorarci e mettere i giocatori nelle migliori condizioni».
Lukaku, il ritorno atteso
Infine, il capitolo Lukaku: «Non è pronto, ha bisogno di lavorare ancora. La sua importanza è nota: darà tanto quando rientrerà, anche nello spogliatoio, perché è uno dei più carismatici. Ha dovuto curarsi a lungo in Belgio, ma nell’emergenza servirà l’elmetto per tutti».
