La ventiquattresima giornata di Serie A regala un epilogo da cinema al Ferraris, dove il Napoli piega il Genoa 3-2 al termine di una gara folle, nervosa, piena di errori e colpi di scena. Una gara che sembrava sfuggire di mano agli azzurri, ma che la squadra di Conte ha saputo riprendere con orgoglio e lucidità nei momenti decisivi.

Il match si apre con un episodio che indirizza subito la serata: dopo appena 15 secondi, un retropassaggio sciagurato di Buongiorno mette Meret in difficoltà. L’uscita su Vitinha viene punita dal Var con rigore e ammonizione. Dal dischetto, Malinovskyi non sbaglia e porta avanti il Genoa già al 3’.

Il Napoli però non si scompone. La squadra di Conte reagisce con maturità e ribalta tutto in due minuti: al 20’ Hojlund firma il pari dopo la respinta di Bijlow su McTominay, e al 22’ è proprio lo scozzese a completare la rimonta con un destro potente dalla distanza. Un gol da leader, che però non basta a tenerlo in campo: l’ennesimo problema fisico lo costringe al cambio all’intervallo.

Il secondo tempo si apre con un altro errore pesante di Buongiorno. Al 57’ il difensore sbaglia ancora in uscita e regala a Colombo un’autostrada verso la porta: l’attaccante non perdona e fa 2-2.

La gara si incattivisce, il ritmo si spezza, e al 76’ il Napoli resta in dieci per la doppia ammonizione di Juan Jesus. Conte è costretto a riorganizzare la squadra, inserendo Olivera e sacrificando Vergara, entrato poco prima per sostituire McTominay.

Il Genoa prova ad approfittarne, ma la squadra di De Rossi si conferma fragile nei momenti chiave.

Quando tutto sembra indirizzato verso un pareggio, arriva l’episodio che decide la partita: Cornet stende Vergara in area, il Var richiama l’arbitro e il Napoli ottiene un rigore pesantissimo. Dal dischetto va Hojlund, che calcia non perfettamente ma abbastanza da superare Bijlow, nonostante il tocco del portiere.

È il 3-2 che chiude la serata e permette al Napoli di avvicinarsi a -6 dall’Inter. Il Genoa invece resta fermo a 23 punti, ancora una volta punito nei minuti finali e ancora una volta dal dischetto.

Da un lato c’è un Napoli tutt’altro che impeccabile: errori individuali, un’espulsione evitabile, un’altra tegola fisica su McTominay. Eppure la squadra di Conte ha mostrato carattere, compattezza e una capacità di reagire che non si vedeva da tempo. Vincere in dieci, fuori casa, dopo due regali difensivi, non è casuale: è un segnale.

Dall’altro lato c’è un Genoa che gioca, crea, lotta, ma continua a crollare nei momenti decisivi. La squadra di De Rossi ha identità, ma manca di freddezza e gestione. Subire ancora una volta un gol nel recupero, e ancora su rigore, non può essere solo sfortuna. Alla prossima.

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