Napoli, la regola non scritta del calcio torna d’attualità: squadra che vince non si cambia. O quasi. Da quella caduta casalinga contro l’Udinese, gli azzurri hanno infilato una serie impeccabile di successi tra Supercoppa e campionato, sempre con lo stesso marchio di fabbrica: 2-0, risultato che Antonio Conte considera quasi un manifesto della propria idea di equilibrio. Una solidità che arriva nel momento in cui il calendario torna a farsi congestionato.

Il primo impegno del nuovo ciclo sarà il Verona, atteso al Maradona  alle ore 18.30. Gli scaligeri proveranno a interrompere un’imbattibilità che dura da tutto il 2025 e a dare una scossa alla propria corsa salvezza. Dall’altra parte, il Napoli continua a inseguire il tricolore, forte di un 3-4-3 ormai oliato (che diventa 3-4-2-1 senza palla) e di un ritmo che gli permette di restare agganciato a Inter — avversaria domenica — e Milan.

Ma qualche aggiustamento sarà inevitabile. David Neres, uscito malconcio dalla sfida con la Lazio che ha inaugurato il 2026, rappresenta la principale incognita. La caviglia dolorante del brasiliano ha fatto temere il peggio, anche se nelle ultime ore filtra un cauto ottimismo. Ottimismo, però, che riguarda soprattutto la sfida con l’Inter: Conte non sembra intenzionato a rischiarlo contro il Verona, preferendo valutare alternative sia davanti sia dietro.

In attacco, sulla fascia destra a supporto di Rasmus Hojlund, salgono le quotazioni di Noa Lang. Per l’olandese potrebbe essere una sorta di prova decisiva: partire titolare contro un avversario alla portata potrebbe pesare sul suo futuro in azzurro. Le voci di un addio a gennaio non mancano, anche se l’entourage del giocatore le ha finora respinte. I numeri, però, non lo aiutano: 758 minuti complessivi, 22 presenze quasi tutte dalla panchina e una sola rete. Poco, troppo poco per un investimento da 27 milioni più percentuale sulla futura rivendita. E soprattutto poco per convincere Conte, che pretende dai suoi esterni qualità ma anche disciplina tattica.

La sfida con il Verona diventa così un’occasione da non fallire per Lang, chiamato a sostituire un Neres che, fino all’infortunio, aveva spesso spaccato le difese avversarie. Sul lato opposto, invece, nessun dubbio: Eljif Elmas resta un punto fermo, l’uomo che dà equilibrio al sistema ultra-offensivo adottato da metà novembre.

Le scelte, però, sono limitate. Gli infortuni di Lukaku, De Bruyne, Gilmour, Anguissa e Beukema, uniti alla squalifica di Mazzocchi, riducono le rotazioni. Sulle fasce agiranno Politano e Spinazzola, quest’ultimo reduce da una prestazione brillante all’Olimpico, con tanto di gol. In mezzo spazio a McTominay e Lobotka, mentre a gara in corso potrebbero trovare minuti Gutierrez e soprattutto Vergara, altro nome caldo in ottica mercato (solo in prestito e a emergenza rientrata).

In porta è confermato Milinkovic-Savic, nonostante il recupero di Meret. In difesa resta un dubbio: Juan Jesus potrebbe riposare, sia per una diffida pesante in vista dell’Inter sia per una fisiologica gestione delle energie. In rialzo le quotazioni di Buongiorno, con Di Lorenzo e Rrahmani a completare il reparto. Proprio il kosovaro, a segno contro la Lazio, sogna di ripetersi contro il suo passato, il Verona che lo lanciò in Serie A.

Conte, però, non vuole distrazioni. Il messaggio alla squadra è chiaro: testa solo all’Hellas, senza pensare alla sfida scudetto con l’Inter. Anche perché il Napoli ha già pagato caro le leggerezze contro le medio-piccole: due delle quattro sconfitte stagionali sono arrivate contro Torino e Udinese, entrambe in trasferta. Al Maradona, invece, il ruolino è quasi perfetto: solo il Como ha strappato un punto, mentre le altre sei gare sono state tutte vittoriose.

Le probabili formazioni:

Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Elmas, Lang; Hojlund. Allenatore: Conte

Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Oyegoke, Serdar, Gagliardini, Bernede, Frese; Giovane, Mosquera. Allenatore: Zanetti

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