La conferenza stampa della vigilia si apre con un sorriso e una consapevolezza: la prima partita stagionale al Maradona non è mai una gara come le altre.
«La prima in casa è sempre speciale»
Il tecnico azzurro non nasconde l’attesa per il debutto interno: «Giocare nel nostro stadio, davanti ai nostri tifosi, sarà emozionante. Il Como è una squadra che ha fatto cose straordinarie, una nuova realtà del calcio italiano: organizzata, tecnica, difficile da affrontare. Servirà una partita intelligente, perché la condizione non è ancora ottimale e il caldo incide. Dovremo unire qualità e pazienza».
Formazione: nessuna certezza, nessuna rivoluzione
Sul possibile 4‑2‑3‑1 visto a Genova, Allegri frena: «Non ho ancora deciso chi giocherà. Domattina dovrò farlo per forza. Non è che si vince sempre inserendo Vergara o De Bruyne: ogni partita è diversa e va interpretata».
Arbitri e nuove regole: «Il calcio resta un gioco maschio»
Il tecnico promuove le novità introdotte: «I tempi per battere rimesse e angoli migliorano il tempo effettivo, già aumentato di cinque minuti. Bene così. Ma non togliamo i contrasti: il calcio è bello perché c’è contatto».
Un calendario subito in salita
Como, Inter, Arsenal: un trittico impegnativo. Allegri la butta sul pragmatismo: «Se vinciamo è in discesa, se non vinciamo è in salita. Dipende dai risultati. Anche a Genova era complicata, ma le affrontiamo con serenità».
Leao e il mercato: «Fa parte del gioco»
Sull’addio di Rafa Leao alla Serie A: «Ha fatto ottimi anni al Milan, ha scelto di andare via. Succede».
E sul mercato del Napoli: «Sono contento della rosa. Abbiamo problemi di lista, quindi inserire giocatori che non alzano il livello non avrebbe senso. Lang ha fatto il suo, Neres sta ritrovando condizione, Beukema è pronto, Badiashile ha bisogno di tempo. Pensiamo al Como».
Come si batte il Como?
Allegri preferisce parlare di ciò che serve fare: «Dobbiamo togliere i loro punti forti: ottimo palleggio e grande velocità quando ripartono».
Capitolo Champions: «In Europa non esistono partite facili»
Il girone con Arsenal e Inter non spaventa: «Bisogna fare punti per passare. In Europa non ci sono squadre materasso. Dipende anche dai momenti in cui le affronti. Iniziamo dall’Arsenal: sono partite che si vivono per giocarle».
Il ritorno al Maradona da padrone di casa
Per anni Allegri è stato ospite sgradito del Maradona. Ora cambia tutto: «Sfide affascinanti, ma stavolta siedo sulla panchina del Napoli. Sarà emozionante anche per me».
Cessioni? «La rosa è questa»
«La società gestisce il mercato. Alcuni ragazzi sono usciti, altri andranno a giocare. Abbiamo 28‑29 elementi: vediamo se succede qualcosa, ma siamo concentrati su chi c’è».
Hojlund e Lucca: «Garantiscono impegno»
«Lucca è entrato bene a Genova, Hojlund lavora con grande voglia. La forma non è ottimale per nessuno, quindi servirà una partita molto intelligente».
Fabregas e il passato: «Tensione normale, tutto chiarito»
Sul botta e risposta dello scorso anno con Fabregas: «Sono cose che capitano. Nessun problema. Domani è Napoli‑Como, non Allegri‑Fabregas. Lui promette molto bene, come tanti giovani allenatori».
