Il club azzurro si ritroverà in casa diversi profili che, per valore tecnico o economico, meritano una nuova analisi. Alcuni proveranno a rilanciarsi, altri potrebbero trasformarsi in risorse utili per il mercato in uscita. In ogni caso, il ritiro estivo sarà un crocevia.
Gli osservati speciali saranno Noa Lang e Lorenzo Lucca, due investimenti pesanti dell’ultima campagna acquisti. Lang, pagato 30 milioni, torna dopo la parentesi al Galatasaray culminata con la vittoria del campionato. Lucca, costato 35 milioni, rientra dall’esperienza in Premier League con il Nottingham Forest. Nessuno dei due è stato riscattato, e ora entrambi avranno l’occasione di convincere Allegri:
- Lang potrebbe diventare un’arma sugli esterni nel 4-3-3;
- Lucca rappresenterebbe la prima alternativa a Højlund come centravanti fisico e di manovra.
Situazione diversa per Rafa Marin, reduce da un’ottima stagione al Villarreal. Il Napoli ha scelto di reinserirlo stabilmente in rosa, senza valutare ulteriori prestiti o cessioni. Sarà uno dei volti nuovi della difesa di Allegri.
Più complessa la gestione di profili come Lindstrom, Cajuste, Ngonge, Zerbin, Cheddira e Marianucci. Per alcuni di loro potrebbe aprirsi un nuovo spiraglio, soprattutto per Marianucci, che ha estimatori all’interno dello staff. Da non escludere una chance anche per Folorunsho, giocatore che Allegri vuole osservare personalmente per valutarne l’inserimento come mezzala fisica o jolly tattico.
Il Napoli riabbraccerà anche i talenti rientrati dalla Serie B: Rao, Hasa e Ambrosino. Il ritiro tra Dimaro e Castel di Sangro sarà decisivo per capire se potranno restare come alternative in rosa oppure se un nuovo prestito rappresenterà la strada migliore per completarne la crescita. Al momento, la seconda ipotesi appare più probabile, ma Allegri vuole valutarli dal vivo prima di prendere decisioni definitive.
Il Napoli si prepara dunque a un’estate di analisi e scelte ponderate. Allegri avrà tra le mani una rosa ampia, eterogenea e ricca di profili da rilanciare o valorizzare. La sensazione è che il ritiro sarà una sorta di “grande provino” per molti: chi saprà cogliere l’occasione potrebbe ritrovarsi protagonista nella nuova era azzurra.
