Il Napoli ha ritrovato ossigeno. Non soltanto tre punti, ma una boccata d’aria che interrompe una spirale psicologica pericolosa. Perché al Bentegodi non c’era in palio solo la classifica: c’era la possibilità di evitare l’ennesima notte insonne, l’ennesimo carico di ansia su una squadra che da mesi vive in apnea. Il gol di Romelu Lukaku, arrivato come un lampo in una partita che stava scivolando via, ha restituito una sensazione che a Napoli mancava da tempo: la percezione che il peggio, almeno per ora, sia alle spalle.
Il Napoli aveva iniziato nel modo migliore. Il vantaggio immediato firmato da Rasmus Hojlund sembrava il preludio a una serata serena, quasi terapeutica. L’attaccante danese, arrivato come investimento per il futuro ma già decisivo nel presente, aveva indirizzato la gara e dato l’impressione di poterla mettere in ghiaccio.
E invece no. La squadra non ha avuto la forza di consolidare il controllo, né la stabilità emotiva per gestire un match che, sulla carta, avrebbe dovuto scorrere senza scossoni. È mancato lo status di una grande, quella capacità di imporre ritmo e personalità. Il Napoli si è limitato a galleggiare, lasciando all’Hellas la possibilità di crederci.
Il Verona, nonostante una classifica che sa di condanna, ha messo cuore e orgoglio. Ha trovato il pareggio su un’azione che farà discutere: il calcio d’angolo da cui nasce il gol non doveva essere assegnato, perché su Buongiorno c’era un fallo evidente. Un dettaglio che, in caso di 1-1 finale, avrebbe aperto un fronte polemico pesante.
Ma il Napoli, stavolta, non si è lasciato travolgere dagli eventi. Ha sofferto, ha tremato, ma ha trovato la zampata decisiva.
Il gruppo non ha mai smesso di metterci mentalità e cuore. Questo va riconosciuto. Ma le energie — fisiche e soprattutto mentali — sono ridotte all’osso. La stagione è stata un susseguirsi di infortuni, emergenze, soluzioni forzate, continui cambi di assetto. Tutto questo ha lasciato un segno profondo, visibile nella fragilità con cui la squadra affronta ogni momento critico.
Il gol di Lukaku non cancella i problemi, ma li sospende. Regala un attimo di tregua, un frammento di leggerezza in un’annata che ha pesato come poche altre.
