Il big match tra Napoli e Juventus del 25 gennaio si è trasformato nell’ennesimo capitolo di una rivalità che, oltre al campo, si gioca spesso sul filo delle decisioni arbitrali. La gara, già intensa per ritmo e posta in palio, è stata segnata da una serie di episodi che hanno alimentato proteste, accuse e un’ondata di discussioni sui social.

La Juventus ha trovato il vantaggio a metà della prima frazione, sfruttando un’incertezza difensiva e finalizzando con freddezza. Ma la rete ha fatto da preludio a un clima sempre più teso. Le scintille sono esplose definitivamente al 40’, quando il Napoli ha protestato per due contatti sospetti in area bianconera: prima il duello Hojlund‑Bremer, poi l’intervento di Kalulu su Vergara. Entrambi gli episodi hanno scatenato le reazioni veementi degli azzurri, convinti che ci fossero gli estremi per almeno un rigore.

L’arbitro ha lasciato correre, mentre il VAR non ha ritenuto necessario un intervento: una scelta che ha immediatamente polarizzato il dibattito.

Le lamentele degli ospiti hanno fatto da contraltare a un episodio controverso anche nell’area opposta, dove i padroni di casa hanno reclamato per un contatto giudicato al limite. Un ulteriore tassello in una serata in cui la gestione dei falli è sembrata complicata e spesso contestata da entrambe le panchine.

Nel secondo tempo la Juventus ha trovato il gol del raddoppio e nel finale addirittura il terzo, indirizzando definitivamente la partita, troppi per una gara che gli azzurri non dovevano perdere per lasciare definitivamente l’Inter a -9 capolista,  Ma il risultato non ha placato le polemiche: anzi, ha amplificato la sensazione, soprattutto in casa Napoli, che alcuni episodi avrebbero potuto cambiare l’inerzia del match.

 

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