Il Napoli conferma di avere la stoffa della grande squadra. All’Olimpico gli azzurri si impongono 1-0 sulla Roma grazie al guizzo di Neres nel primo tempo e tornano in vetta alla classifica insieme al Milan. Non è stata una gara spettacolare sul piano del punteggio, ma intensa e vibrante, con la squadra di Conte capace di mostrare compattezza e lucidità nei momenti decisivi. La Roma, invece, ha pagato a caro prezzo la scarsa precisione nei fraseggi e l’incapacità di trasformare il possesso palla in occasioni concrete.

Il gol di Neres al 36’ è il manifesto del calcio diretto e verticale di Conte: recupero difensivo, ripartenza fulminea, scambio rapido con Hojlund e conclusione chirurgica davanti a Svilar. Un’azione che ha spezzato l’equilibrio e acceso l’entusiasmo dei tifosi partenopei presenti all’Olimpico. È stato il momento chiave, quello che ha indirizzato la partita e messo in evidenza la differenza di cinismo tra le due squadre.

La squadra di Gasperini (squalificato e costretto in tribuna) ha provato a reagire con coraggio, affidandosi alle fasce e inserendo nella ripresa uomini di qualità come Dybala ed El Shaarawy. Tuttavia, la manovra giallorossa è rimasta troppo prevedibile e spesso imprecisa. Pellegrini ha tentato la soluzione dalla distanza, Baldanzi ha sfiorato il pari nel finale, ma Milinkovic-Savic ha blindato la porta con interventi da veterano.

Il Napoli ha dimostrato ancora una volta la mano del suo allenatore. Conte ha saputo leggere la partita, alternando velocità e gestione, inserendo forze fresche al momento giusto e mantenendo la squadra corta e compatta. Non è stato un Napoli scintillante, ma è stato un Napoli maturo: quello che serve per vincere in trasferta contro un avversario diretto.

Per la Roma questa sconfitta brucia. Dopo i passi falsi contro Inter e Milan, arriva un altro stop contro una big. Il problema non è solo il risultato, ma la sensazione di fragilità nei momenti cruciali. Troppi errori tecnici, poca cattiveria sotto porta e una gestione nervosa che ha finito per favorire gli avversari.

Napoli: compatto, cinico, esperto. Roma: volenterosa ma imprecisa, incapace di capitalizzare il possesso. Conte: pragmatico e vincente. Gasperini: furioso in tribuna, ma impotente di fronte ai limiti dei suoi.

In sintesi, il Napoli ha vinto con la testa e con il cuore, mentre la Roma ha perso soprattutto per mancanza di lucidità. È la differenza che separa chi lotta per lo scudetto da chi rischia di restare ai margini della corsa. Alla prossima.

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