Aurelio De Laurentiis è tornato in Italia dopo il viaggio a Los Angeles e, appena atterrato, ha subito acceso i riflettori sul futuro del Napoli. Il presidente ha confermato che l’annuncio del nuovo allenatore è ormai questione di tempo, senza però sbilanciarsi sui dettagli. «Sono appena rientrato, abbiate pazienza», ha tagliato corto, lasciando intendere che il nome di Massimiliano Allegri resta sul tavolo ma non può ancora essere ufficializzato.

Il patron ha poi allargato lo sguardo all’anno che verrà, un anno speciale: il centenario del club. Un traguardo che De Laurentiis vuole trasformare in un lungo percorso celebrativo, già pianificato nei minimi dettagli. Dal primo agosto partirà un calendario fitto di iniziative, anticipato da alcuni eventi già previsti a luglio, prima del ritiro estivo. «I cento anni sono un passaggio storico. Siamo cresciuti stagione dopo stagione e dobbiamo continuare a farlo, soprattutto in Europa», ha ribadito, sottolineando la volontà di mantenere il Napoli stabilmente nell’élite continentale.

De Laurentiis ha poi affrontato il tema della governance del calcio italiano, soffermandosi sulla possibile ascesa di Giovanni Malagò ai vertici federali. Un’ipotesi che il presidente del Napoli accoglie con favore, convinto che serva una svolta radicale per rilanciare il movimento. «Con Malagò il calcio italiano dovrà rimettersi a pedalare. Gli americani innovano, noi restiamo fermi. Serve un tavolo comune per capire cosa non ha funzionato», ha dichiarato, criticando l’immobilismo che da anni frena la crescita del sistema.

Non poteva mancare un passaggio sulle voci riguardanti una possibile cessione del club a un gruppo di investitori americani guidato da Matt Rizzetta. De Laurentiis ha liquidato la questione con ironia, ma non senza una riflessione più ampia sul divario economico tra sport europeo e statunitense. «Se in Europa il calcio perde soldi, significa che qualcosa non funziona. In America lo sport è un business vincente: costruiscono stadi da 6 miliardi di dollari. Qui si parla di rifare il Maradona con 200 milioni…», ha osservato, evidenziando la distanza tra i due modelli.

Su Rizzetta, il presidente ha scelto la via dell’umorismo: «È una persona simpatica, sembra uscita da uno dei miei film. E con questo ho detto tutto». Una battuta che non chiude definitivamente la porta, ma conferma che al momento non c’è alcuna trattativa concreta.

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