Il Napoli di Antonio Conte mette il sigillo sulla qualificazione alla prossima Champions League con una vittoria netta, autoritaria, quasi chirurgica. All’Arena Garibaldi finisce 3-0 contro il Pisa, un risultato costruito in un primo tempo dominato e completato nel recupero da un gol che sa di liberazione.

La partita si accende presto: al 21’ McTominay apre le danze con un inserimento dei suoi, potente e preciso. Sei minuti più tardi è Rrahmani a raddoppiare, sfruttando una palla inattiva che il Napoli trasforma in routine vincente. Due colpi, due ferite profonde per un Pisa che non riesce più a rialzarsi.

Il resto del match è gestione, controllo, maturità. E nel recupero, al 92’, arriva il momento più atteso: Hojlund torna al gol dopo due mesi, chiudendo il tris e liberando un urlo che sa di sollievo e di rinascita.

Con questi tre punti, il Napoli sale a 73 punti, resta secondo e diventa aritmeticamente qualificato alla Champions con una giornata d’anticipo. Dietro, sarà bagarre all’ultimo turno tra Milan, Roma, Como e Juventus per gli ultimi due posti.

Nel post‑gara, Antonio Conte si presenta lucido, diretto, come sempre. La qualificazione è un traguardo pesante, ma il tecnico non nasconde le difficoltà vissute: “Sapevo che sarebbe stata un’annata complessa. Sono rimasto anche per questo. Non avevo previsto gli infortuni gravi, ma i ragazzi hanno fatto tutto quello che dovevano.”

Il messaggio sul futuro è chiaro, quasi definitivo: “Il presidente sa da tempo qual è il mio pensiero. Dopo l’ultima partita parleremo insieme e diremo ciò che è stato partorito.”

Parole che lasciano intendere che la decisione sia già maturata, almeno nella sua testa. Conte però non dimentica di ringraziare squadra e tifosi, sottolineando la volontà di chiudere al secondo posto.

In conferenza stampa, il tecnico torna su un concetto che ripete da mesi: la complessità dell’annata.“A Dimaro dissi che sarebbe stata una stagione difficile. Abbiamo inserito nove, undici giocatori nuovi: non lo fai per spendere, lo fai perché sei costretto.”

Conte insiste sul tema dell’integrazione:“Quando inserisci undici ‘cervelli’ nuovi, devi creare una simbiosi con chi c’era. È inevitabile trovare difficoltà.”

Poi lo sguardo si allunga oltre il presente, verso ciò che verrà:“Quando finirà il mio ciclo qui, spero di lasciare una base solida, un gruppo capace di dare fastidio alle solite note: Inter, Juventus e Milan.” Un manifesto di lavoro, identità e continuità. Qualunque sarà la scelta finale, Conte vuole lasciare un’eredità tecnica e mentale.

La stagione non è stata lineare, né semplice. Ma il Napoli ha portato a casa una Supercoppa, ha ritrovato un piazzamento Champions e ha mostrato, nei momenti decisivi, la compattezza delle grandi squadre.

Il 3-0 di Pisa non è solo un risultato: è un messaggio. Il Napoli c’è, è vivo, e vuole chiudere il campionato con un secondo posto che avrebbe il sapore di un’impresa silenziosa ma pesante.

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