La sfida di Pisa era l’ultimo gradino prima del traguardo, l’ostacolo finale che separava il Napoli di Antonio Conte dalla certezza aritmetica della prossima Champions League. Agli azzurri serviva una vittoria. L’hanno ottenuta senza tremare, in un pomeriggio che ha avuto più il sapore di un test estivo che di una gara decisiva. Ma il risultato, quello sì, pesa come un macigno: il Napoli è ufficialmente in Champions.

A firmare il successo sono tre uomini simbolo della rosa: McTominay, Rrahmani e, nel recupero, Hojlund. Due colpi di testa, poi la zampata finale del danese. E inevitabile, a fine gara, la domanda che accompagna da mesi la stagione azzurra: che campionato sarebbe stato senza i quasi trenta infortuni che hanno falcidiato la squadra? Domanda legittima, ma ormai inutile. Il verdetto è arrivato, e la sfida con l’Udinese servirà solo a stabilire la posizione finale in classifica. A Conte basta un punto per chiudere almeno secondo, come gli è sempre accaduto sulle panchine di Juventus, Inter e Napoli. Un dettaglio che racconta più di mille parole.

La prima sorpresa arriva un’ora prima del calcio d’inizio: Meret preferito a Milinkovic-Savic, Beukema nel terzetto difensivo, Di Lorenzo largo a destra e soprattutto Elmas titolare al posto di Kevin De Bruyne. Una scelta forte, che il macedone ripaga con una delle sue migliori prove stagionali, agendo quasi da seconda punta accanto a Hojlund e Alisson Santos.

Il Pisa, schierato con il consueto 3-5-2, osserva più che agire. E il Napoli colpisce. Al 20’, Lobotka pesca Hojlund in area: sponda perfetta, inserimento di McTominay e decimo gol in campionato. Semper immobile, e colpevole. Passano sette minuti e arriva il raddoppio: angolo di Elmas, stacco di Rrahmani, e un’altra indecisione del portiere nerazzurro che lascia scivolare il pallone oltre la linea.

Due gol in meno di mezz’ora, partita virtualmente chiusa. Il Pisa non reagisce, non costruisce, non punge. L’unico sussulto arriva allo scadere del primo tempo, quando un errore di Buongiorno regala a Stojilkovic un’occasione clamorosa. Ma Meret chiude la porta e salva il risultato.

La fotografia del pomeriggio è anche quella della contestazione del pubblico pisano: fischi all’allenatore già alla lettura delle formazioni e uno striscione eloquente, che non lascia spazio a interpretazioni: “È una questione di rispetto… chi rimane a Pisa dovrà essere degno di questa gente.”

Un messaggio duro, che accompagna una squadra incapace di reagire e un ambiente che pretende risposte.

Il Napoli, invece, può finalmente respirare. La Champions è realtà, il secondo posto è a un passo, e l’ultima giornata contro l’Udinese sarà il ponte verso ciò che davvero conta: il futuro. Conte lo sa bene. E ora può iniziare a costruirlo.

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