La crepa non è più una semplice incrinatura: è diventata una voragine. Tra il Napoli e Romelu Lukaku si è arrivati al punto di rottura, quello da cui difficilmente si torna indietro. Dopo giorni di frizioni, silenzi e malumori, la situazione è deflagrata, costringendo il club a fissare una linea dura in vista del ritorno a Castel Volturno.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, tutto nasce dalla decisione dell’attaccante di restare ad Anversa per allenarsi con un preparatore personale, disertando le ultime sedute senza alcun via libera. Una scelta che a Castel Volturno è stata vissuta come uno strappo vero e proprio. Da qui la presa di posizione: nessuna deroga, nessun trattamento speciale. Se Lukaku dovesse mancare ancora, scatterebbe l’esclusione dal gruppo, oltre alla multa prevista dal regolamento interno.
Federico Pastorello ha provato a ricucire, parlando con il direttore sportivo Giovanni Manna. Tentativo vano. La società, compatta tra dirigenza e staff tecnico, ha deciso di non arretrare di un millimetro: prima la disciplina, poi tutto il resto. Anche a costo di sacrificare un patrimonio tecnico ed economico.
Sul tavolo, però, restano le ragioni del giocatore: Lukaku vuole ritrovare la miglior condizione per il finale di stagione e soprattutto per il Mondiale di giugno, che potrebbe essere l’ultimo della sua carriera. Una scelta personale che, però, ha generato uno scontro frontale.
I contatti non sono interrotti, ma il clima è incandescente. E la sensazione, sempre più diffusa, è che la separazione non sia più un’ipotesi: è un epilogo che sembra soltanto in attesa di una data.
