Napoli-Arsenal in Champion’s con diverse novità in campo, prima fra tutti Gilmour che finora non ha mai trovato spazi.

Davanti all’esordio in Champions contro l’Arsenal campione d’Inghilterra, l’immagine del miracolo torna inevitabilmente alla mente. A Napoli, però, c’è chi dopo il doppio tonfo con Como e Inter pretende una vittoria “scacciacrisi”, come se mercoledì non arrivasse una delle corazzate più impressionanti del calcio europeo.

Forse non è chiaro a tutti contro chi si giocherà. L’Arsenal è, senza discussioni, una delle prime quattro squadre del continente: profondità di rosa, talento diffuso, investimenti da capogiro. Due esempi bastano a fotografare il divario. In estate i Gunners hanno speso 60 milioni per Konsa, semplice alternativa ai centrali titolari. Il Napoli, per il suo difensore titolare, ha dovuto attendere gli ultimi scampoli di mercato e accontentarsi del prestito di Badiashile, reduce da problemi fisici e relegato a quarta scelta nel Chelsea. Lo stesso copione in attacco: Gyokeres, uno dei bomber più devastanti d’Europa, siede in panchina per lasciare spazio al centravanti della Germania, Kai Havertz. Il Napoli, invece, dopo l’addio di Lukaku, deve sperare che Hojlund non prenda nemmeno un raffreddore per evitare di ripiegare su Lucca, rientrato alla base dopo un prestito fallimentare e mai realmente collocato altrove.

Il gap economico è enorme, ma non basta a spiegare tutto. Il ritmo delle squadre inglesi è di un altro pianeta rispetto alla Serie A, e gli effetti delle nuove direttive arbitrali richiederanno tempo. In più, l’Arsenal gioca un calcio scintillante, frutto delle idee di Arteta e della continuità tecnica di sette anni: un percorso che ha riportato i londinesi al titolo dopo 22 stagioni e li ha portati a un passo dalla Champions, svanita solo ai rigori contro il PSG.

Parlare dei punti di forza dei Gunners significa rischiare di dimenticare qualcuno. Odegaard, già a quota tre gol, è il faro della squadra dopo una stagione tormentata dagli infortuni. Havertz è partito forte. E c’è anche un italiano in grande ascesa: Riccardo Calafiori, ormai tra i migliori terzini sinistri d’Europa, capace di accentrarsi e diventare letale. In mezzo al campo comanda Declan Rice, mentre Merino e Zubimendi sono “semplici” alternative. Sulle fasce, Tzolis si è ambientato con una rapidità impressionante. Domenica, nel derby con il Chelsea, l’Arsenal è andato sotto subito e ha ribaltato la gara con la naturalezza dei più forti.

Dunque il Napoli è destinato al ruolo di vittima sacrificale? Calma, direbbe Allegri. Il calcio è semplice, la palla resta rotonda e gli azzurri hanno qualità — intraviste a Milano — che possono infastidire i campioni d’Inghilterra. Il pallino del gioco sarà dei londinesi, che attaccano con manovre avvolgenti e tanti uomini, lasciando però spazio alle ripartenze. È lì che il Napoli dovrà colpire: con la profondità di Hojlund e con le accelerazioni sulle fasce di Alisson Santos e Lang, oggi più brillanti di Politano e Neres, l’esterno brasiliano David Neres ha superato il provino di rifinitura e sarà regolarmente nell’elenco dei convocati, partendo però dalla panchina. Il tridente d’attacco: Sul fronte offensivo Allegri si affida al tridente composto da Matteo Politano, Rasmus Højlund e il giovane Alisson, pronto a sfruttare la chance da titolare per scardinare la difesa dei Gunners. Lo riporta la redazione di Sky Sport.

Paradossalmente, una sfida così proibitiva può diventare la cura migliore dopo l’amaro ko di San Siro. Non c’è tempo per rimuginare. E un ruolo decisivo lo avrà chi in Premier ha dominato per anni: Kevin De Bruyne. Otto gol e quattro assist contro l’Arsenal, tanto per gradire. Se il belga ritroverà la sua luce nelle notti che contano, nulla sarà precluso.

Il Napoli è chiamato a un’impresa quasi impossibile. Ma, come ricordava Walt Disney, “se puoi sognarlo, puoi farlo”. Immaginare De Bruyne con la bacchetta magica dell’apprendista stregone è il primo passo verso ciò che oggi sembra impensabile.

Probabili formazioni Napoli-Arsenal

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Olivera; Gilmour, Lobotka, De Bruyne; Politano. Hojlund, Alisson. All. Allegri

Arsenal (4-3-3): Raya; Timber, Saliba, Gabriel Magalhães, Calafiori; Odegaard, Bruno Guimarães, Rice; Saka, Havertz, Tzolis. Allenatore: Arteta.

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