I numeri, impietosi, raccontano più di qualsiasi impressione: Massimiliano Allegri arriva al primo snodo della sua avventura napoletana con un bilancio che pesa come un macigno. Sommando le ultime dieci gare alla guida del Milan e le prime tre sulla panchina del Napoli, il totale parla di appena quattro vittorie, un pareggio e otto sconfitte. Una striscia negativa che fotografa il crollo rossonero nel finale della scorsa stagione e che, salvo l’esordio vincente contro il Genoa, si è ripresentata anche nel nuovo ciclo azzurro, segnato dai ko contro Como e Inter.

Il punto di rottura, per il Milan, è arrivato nella scorsa primavera: dopo il derby vinto, la squadra di Allegri sembrava avere in mano la qualificazione Champions, forte di un rassicurante +9 sul quinto posto. Da lì, però, il rendimento è precipitato. Tre vittorie, sei sconfitte e un finale di stagione che ha compromesso il piazzamento europeo e, di fatto, anche la permanenza del tecnico.

Il passaggio a Napoli non ha invertito la rotta. Una vittoria e due sconfitte nelle prime tre giornate hanno confermato le difficoltà di un allenatore chiamato ora a reagire subito: il prossimo impegno di Champions contro l’Arsenal diventa così un crocevia già decisivo per provare a spezzare un trend che dura da tredici partite.

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