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Juve-Napoli, la strategia di De Laurentiis: così punta a vincere il ricorso.

DiPG

Ott 15, 2020

Il club azzurro se necessario arriverà fino al Consiglio di Stato per far valere le sue ragioni ed evitare sconfitta a tavolino e penalizzazione.

Il Giudice sportivo ha sentenziato che il Napoli ha rinunciato già il 3 ottobre alla trasferta di Torino, e dunque a disputare la partita con la Juve in calendario il 4 ottobre, contravvenendo al protocollo Figc prima ancora di un esplicito divieto dell’Asl e dunque in assenza di una causa di forza maggiore. Sanzioni comminate ex articolo 53 delle Noif: 0-3 a tavolino e un punto di penalità in classifica (che scalano da 6 a 5). La sintesi del primo atto di una storia che si annuncia molto lunga è questa e l’ha scritto ieri il giudice Gerardo Mastrandrea in calce a un dispositivo di sette pagine. Arrivederci a presto. Molto presto: il club azzurro, infatti, ha preannunciato ufficialmente il ricorso alla Corte sportiva d’appello nei termini previsti, e dunque entro 20 giorni, e ufficiosamente l’intenzione di arrivare fino in fondo. Ovvero: se necessario ricorrerà al collegio di garanzia del Coni, al Tar e al Consiglio di Stato.

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E allora, la sentenza. E dunque il risultato e le conseguenze: il Napoli ha perso il primo round con la giustizia sportiva ma non getta la spugna. Altroché. Il club azzurro ha fatto e continuerà a fare leva sulla legge ordinaria: sostiene e sosterrà di essere stato impossibilitato ad effettuare la trasferta di Torino dopo le positività al Covid-19 di Zielinski (2 ottobre) ed Elmas (3 ottobre), sulla base delle indicazioni delle Asl Napoli1 e Napoli2 e della presidenza regionale, tutti intenti a ribadire la necessità dell’isolamento dei contatti stretti dei contagiati. E dunque del gruppo squadra: dei calciatori, di Gattuso, degli staff. In un solo concetto, porterà avanti la tesi di aver osservato la legge e le disposizioni delle autorità competenti sin dal primo istante. Sin dal primo carteggio con le Asl: ritenuto indicativo dal giudice sportivo ma non obbligatorio. Almeno fino alle 14.13 della domenica. Il giorno della partita, programmata alle 20.45.

[Fote:’corrieredellosport’]

PG

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