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Risultati campionato

 Cesena-Cataniarinv.
 Chievo-Parma1-2
 Fiorentina-Udinese3-2
 Genoa-Lazio3-2
 Juventus-Siena0-0
 Lecce-Bologna0-0
 Milan-Napoli0-0
 Novara-Cagliari0-0
 Palermo-Atalanta2-1
 Roma-Inter4-0
 Juve45 Cagliari27
 Milan44 Chievo27
 Udinese41 Parma27
 Lazio39 Catania23
 Inter36 Atalanta23
 Roma34 Bologna22
 Napoli31 Siena20
 Palermo31 Lecce17
 Genoa30 Cesena16
 Fiorent.28 Novara13
 Atalanta-Lecce
 Bologna-Juventus
 Cagliari-Palermo
 Catania-Genoa
 Inter-Novara
 Lazio-Cesena
 Napoli-Chievo
 Parma-Fiorentina
 Siena-Roma
 Udinese-Milan
Gli alibi che non reggono. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 07 Febbraio 2009 13:12
Il Napoli non vince ,e addirittura non si capisce bene se il punto con l'Udinese si debba considerare un punto acquisito oppure l'ennesima occasione persa.
Leggendo il tabbellino della partina , il Napoli sembra essersi fatto sfuggire la possibilità di rialzare la testa, ma osservando la gara si capisce che il punto acquisito è forse più di ciò che realmente si meritava sul campo.

Il Napoli è stanco, non corre, non gioca, litiga in campo , ma cosa ancor più grave non si propone. Gennaio è da sempre il mese nero di Reja ( e meno male che è finito) ciò non toglie che gli azzurri siano nonostante questi innumerevoli stop sempre in una situazione di classifica dignitosa.

La cosa che maggiormente lascia perplessi è la diversità nell'interpretazione della gara rispetto al passato; di certo la componente fisica è il primo degli alibi a cui aggrapparsi, gli azzurri hanno effettivamente iniziato a lavorare a Luglio, ma se questo è vero ci sono due aspetti che fanno crollare questa tesi, in primis i ventuno giorni di stop del periodo natalizio, che consentono senza dubbi una ripresa della forma, ed in secondo luogo la non banale sottolineatura che ha visto gli uomini di reja impegnati per la competizione Europea per un numero di partite talmente esigue che non può di certo essere l'afaticamento la componente essenziale di questo calo.

I punti invece che condizionano il Napoli credo siano essenzialmente due : Primo; il Napoli (differentemente da Genoa, Cagliari, Lazio e la stessa Udinese) non ha uomini in area, pensa di risolvere le partite con il guizzo dei singoli, senza dare spessore in uomini e gioco alla manovra; i due esterni saranno almeno tre gare che non fanno un cross dal fondo, Denis e Lavezzi iniziano l'azione offensiva a centrocampo, diventando poco incisivi e inconcludenti, Gargano perde molte più palle di prima, e Blasi non è più il centrocampista aggressivo di qualche domenica fa.

Secondo; l'aspetto mentale, gli azzurri hanno vissuto una prima fase boom dove erano esageratamente sopravvalutati, questo ha indotto un pò tutti gli elementi in campo ( Cannavaro,Rinaudo, Contini, Santacroce, Gargano,Vitale, Denis)ad avere volta per volta un atteggiamento superficiale, non tanto per svogliatezza, quanto per convinzione nei propi mezzi, questo meccanismo, induce a non rilanciare un pallone in area ( alla Nela per capirci) ma pensare di uscirne con un tacco, oppure ipotazzare di passare tra un groviglio di giocatori avversari senza scaricare sul compagno vicino, ma in una serpentina alla Maradona.

Tutto questo , ed un pizzico di mancanza di gioco hanno fatto scivolare gli azzurri, che domenica dopo domenica perdono convinzione nei propri mezzi e nelle proprie capacità. Il Napoli può e deve ancora crederci, una fase negativa nel corso del torneo è un dato fisiologico da superare; Reja deve necessariamente ricompattare lo spogliatoio , e riconvincere quelli che vivono come una delusione la conquista del settimo posto.

Napoli deve rialzare la testa, non tanto con le prestazioni quanto con i punti,nella speranza di riacquistare quella fiducia che ti fa volare un pò più in alto di quanto effettivamente meriti.