| 'La Coppa figlia di un Dio minore'. |
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| Scritto da Eugenio Galeone |
| Venerdì 13 Gennaio 2012 00:31 |
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È arrivato l'appuntamento con la Coppa Italia, quella che simpaticamente viene definita dai tifosi la Coppa senza musichetta; con essa il banco di prova per molti azzurri. L'appuntamento è per la verità già impegnativo, gli azzurri grazie al piazzamento nello scorso campionato partono dagli ottavi di finale con eliminazione diretta, l'avversario è il Cesena di Arrigoni, abordabile ma da prendere con le pinze.In campo quelle che dovrebbero essere le seconde linee puntellate da cinque titolari. Ma Napoli - Cesena è soprattutto l'attesa per Vargas, il Cileno é di sicuro sotto i riflettori per una gara che tutti hanno indicato come banco di prova per saggiare le qualità del nuovo investimento azzurro.
Nella ripresa Mazzarri decide di inserire subito Pandev per uno spaesato Vargas e Maggio per Inler, indietreggia Hamsik sulla linea di centrocampo e sposta Zuniga in avanti al posto dello Slovacco,la partita degli azzurri sembra più vivace, ma il tempo scorre in fretta e il Cesena forte del vantaggio si chiude bene. Ma alla lunga i valori iniziamo ad uscire, e gli azzurri su punizione di Pandev trovano sotto porta il tapin del Matador Cavani, da qui in poi il Napoli preme sull'accelleratore cercando di chiudere la gara prima del fantasma dei supplemenari e proprio nel finale il macedone ancora su punizione da agli azzurri il vantaggio definitivo. Coppa archiviata , con la consapevolezza che il recupero delle seconde linee (soprattutto le infortunate) è ancora molto molto lontano, ma per fortuna il Napoli di questi tempi sopperisce anche a tutti ,anche se la Coppa è quella figlia di un Dio minore. |
| Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2012 00:03 |




