| "Il pollice e l'indice". |
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| Scritto da EUGENIO GALEONE |
| Domenica 07 Febbraio 2010 20:10 |
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Un giorno su un giornale ho letto di un tizio che rapinava banche mettendo nella tasca, tesi pollice ed indice, un po' come quando da bambini giocavamo a guardia e ladri rincorrendoci per casa;
sinceramente più leggevo l'articolo, più ritenevo improbabile che qualunque persona normale potesse consegnare denaro di fronte ad una scena più comica che pericolosa, eppure sembra che con questa tecnica siano state svaligiate varie poste e banche.Diciamocela tutta la gara di Udine è stata condizionata a mio avviso da due innegabili circostanze, la prima ,senza dubbio è la sfortuna nelle azioni che hanno visto interpreti alla fine dei due tempi prima Quagliarella poi Pazienza, azioni che tramutate in gol avrebbero senza dubbio affossato un Udinese in chiara difficoltà tecnico - tattica; la seconda, è un andamento di gara di un arbitro non in malafede ma scarso. Il Napoli esce amareggiato , ma soprattutto penalizzato in tanti piccoli eventi ,più di tutti l'espulsione di Maggio che ha comportato una conseguenza innegabile nell'andamento della gara azzurra ed uno strascico inevitabile in quella con l'Inter di domenica. Per il resto il Napoli è stato senza dubbio superiore, sia nella fase di possesso che di non possesso, sottolineando uno stato di forma eccelsa e una convinzione di manovra spesso mal ottimizzata negli ultimi trenta metri, a tal proposito ottime le prestazioni di Gargano,Campagnaro e De Santis, meno Denis e Hasmik, sempre più giocatori a tratti ed assenti più volte dalle fasi di gioco determinati. Fatto sta che gli azzurri tornano a casa bastonati e a mani vuote, consci che la prima sconfitta dell'era Mazzarri ( in campionato) doveva necessariamente arrivare, detto ciò è importante però restare mentalmente adrenalinici e determinati per il posticipo di domenica sera. L'Inter al San Paolo è una grande occasione per mostrarci (nuovamente, se fosse indispensabile) alla platea nazionale come vera rivelazione del torneo. Basta pensare a congetture e malafede, (anche se il buon Andreotti diceva: a pensare male si compie peccato, ma quasi sempre ci si prende) il Napoli merita rispetto nella stessa misura degli altri, e se proporzione ci deve essere, merita rispetto da quarta in classifica, perchè è veramente brutto sentirsi derubati con un pollice ed un indice.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Febbraio 2010 10:11 |




